Reggio Calabria da scoprire

Reggio Calabria, una città a molti sconosciuta con mille sorprese e due opere famosissime ed affascinanti come i Bronzi di Riace. Storia, cibo e tanto sole un mix perfetto per una bellissima vacanza.

A.B.C Reggio cose mai fatte dai turisti

La Calabria in breve

Il termine Calafrica non è corretto, un po per scherzo un po sul serio, questo termine è affibbiato alla regione che chiude lo stivale. Sembra che per questo deve essere deputata a prendere calci nel sedere da tutti. Ma Reggio Calabria non è solo un sassolino da scalciare posto sulla punta di questa Bell’Italia. I turisti a Reggio Calabria ed il turismo in generale non sono preparati e informati correttamente. Ci sono mille cose belle ma si deve anche conoscere il lato effettivamente un tantino Africano di questa zona. Il motivo per cui ho deciso di scrivere sulla mia città è la certezza che l’unico modo di rilanciare l’economia locale è il Turismo.

Calabria ossia una terra che unisce il limpido mare alla montagna. Trovi Spiagge sabbiose (Siderno per esempio) scogliere imperiose (Capo Riace) e montagne inespugnate (Aspromonte in primis) .

Turismo a Reggio Calabria usciamo dagli schemi

Scegliendo questa meta al posto della Liguria o Romagna o la bellissima Sicilia ci sembrerà di essere fuori..dagli schemi invece potrebbe essere una sorpresa. Iniziamo facendo un rapido elenco di cosa visitare a Reggio Calabria.

1. Museo della Magna Grecia (appena restaurato)

2. Via Marina (km più bello d’Italia anche secondo D’Annunzio)

3. Corso Garibaldi (chilometri di shopping)

4. Castello Aragonese (Spesso palcoscenico di mostre)

5. Piazza Italia (appena ristrutturata)

6. Duomo Reggio Calabria

Questi sicuramente sono i punti al centro città più facilmente visibili e di maggiore interesse.

Fuori dalla città, puoi visitare tante spiagge oppure la bella Gambarie e le sue piste da sci (appena rinnovata) da cui si vede il mare. Di questo parleremo in un altro articolo interamente dedicato alle zone limitrofe alla città ed al turismo appena fuori il centro di Reggio Calabria.

Museo e Bronzi di Riace

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio, affacciato sulla centrale piazza De Nava , è un edificio progettato da Marcello Piacentini. Architetto del periodo fascista, che lo concepì in chiave moderna dopo aver visitato i principali musei di Europa.

Breve storia Museo Civico

L’istituzione di un museo statale fu promossa dal Soprintendente Paolo Orsi. Egli intendeva unificare gli oggetti custoditi al Museo Civico insieme con i reperti frutto delle campagne di scavo da lui condotte in Calabria.
Inaugurato nel 1959, il Museo è stato oggetto nel corso degli anni, di trasformazioni varie. L’allestimento, nel 1981, della Sezione di archeologia subacquea, resosi necessario per dare un’adeguata visibilità ai famosissimi Bronzi di Riace rinvenuti nel 1972. Da poco è stato ristrutturato il primo piano a cui sono state integrate varie collezioni di pittura contemporanea come ad esempio quella dell’ex imprenditore Campolo.

Via Marina (detto anche dagli stradari e dai navigatori lungomare Falcomatà)

Il lungomare dai Reggini Doc è detto Via Marina Bassa. Una stupenda via piena di piante secolari, sub tropicali e non, da pochi anni arricchite da sculture di Rabarama. Il detto il chilometro più bello d’italia ( frase attribuita a D’Annunzio) trova conferma nei giorni in cui è anche visibile il “fenomeno della Fata Morgana”. Qualcosa di pazzesco che oltre a creare riflessi permette di vedere la sponda Sicula riflessa sul mare e giochi di luce sorprendenti. E’ visitabile una ruota Panoramica vicino l’ingresso della stazione lido, che vi aiuterà a godere il mite clima della mia città ed il panorama sottostante.

Date a Cesare quel che è di Cesare

Naturalmente non dimenticate di provare il gelato da Cesare, un grazioso Botteghino che noterete proprio mentre salite dalla Via Marina per andare al Museo. Qui potete provare uno dei Gelati più famosi d’Italia (premiato come tale per diversi anni).

Il Corso Garibaldi

Un paio di km di negozi di vario genere posti in mezzo a Palazzi storici e non, questa è Reggio Calabria zona Corso Garibaldi. Dalla stazione Centrale (da poco ristrutturata) fino ad arrivare al Museo della Magna Grecia si susseguono negozi e attività di varie. Vi facciamo presente che a parte le Catene di negozi (sempre presenti) ed alcune attività generiche potrete anche trovare alcune eccellenze che citeremo velocemente.

Indirizzi Utili e curiosità nel centro storico.
Pizzimenti un negozio specializzato nella rivendita di prodotti alimentari tipici Calabresi al numero 263 del Corso.

Libreria Ave – una libreria indipendente gestita dall’abile Fabio che periodicamente sponsorizza eventi culturali.

Gogolfun una Boutique alternativa che fà dello stile e del colore il suo credo. Specializzata in abbigliamento uomo e donna giovane di tendenza.

In Via Torrione 52 ( una traversa del Corso ) Davida un atelier che produce abiti indipendenti di proprio design.

Cordon Bleu un superbo bar tavola calda con un bel gazebo. Qui vendono pasticceria e bevande di propria produzione di livello altissimo.

Cbox, un locale per chi ama mangiare e bere sano o bio.

Caffè noir, per aperitivi super che si trova.

Il Vesper con un Barman di livello Nazionale come il proprietario super Gianfranco.

Mamma mia una pizzeria all’aperto posta di lato al Duomo di Reggio Calabria sotto i Portici di fronte alla sontuosa Piazza Duomo ( da poco rimodernata).

Il ristorante di Pesce da Giovanni il cui omonimo chef vi allieterà il palato con un’ottima cucina.

Il negozio secondo me veramente più “Fuori dal Tempo” della città. Pastore, che da decenni vende essenze ed ombrelli di propria produzione. L’unica attività in cui potrete acquistare prodotti oramai introvabili per la cura del corpo, situato in Corso Garibaldi 305.

Hotel e b&b

In attesa che riapra il mitico Miramare hotel di livello storico posizionato sulla via marina alta vi illustriamo diverse soluzioni per dormire bene a prezzi contenuti.

Hotel Torrione al numero 67 della via omonima.

Hotel Eubea situa to in via Gaeta numero 9.

HotelC’entro situato in via San Paolo 1/E

Il Castello Aragonese

Castello Aragonese, la principale fortificazione della città di Reggio – la cui esistenza è documentata già nell’anno 536 – sorge nell’omonima piazza. Passata dai Bizantini ai Normanni, nel 1059, e, nel 1266, a Carlo I d’Angiò, la fortezza subì, nel corso dei secoli, restauri. Tutto per essere adeguata all’evoluzione delle macchine d’assedio e alle artiglierie.
Nel 1458, re Ferrante a fare aggiungere due torri il fossato nel 1539.Pietro da Toledo ne aumentò le dimensioni, in maniera tale da farsì che i reggini, si nascondessero dai turchi.
Convertito in caserma da Ferdinando I, il castello Aragonese si è trasformato, in epoca risorgimentale, in prigione ed in luogo di esecuzione dei ribelli.
In seguito al terremoto del 1908 più della metà di questo “Antico Guerriero” fù abbattuto, ma ancora oggi incute timore.

Piazza Italia o Piazza Vittorio Emanuele II

Anticamente detta Tocco Piccolo, questa Piazza ha subito diverse variazioni toponomastiche ed architettoniche, ma rimane la Piazza Principale della Città. Da poco è aperta al pubblico la struttura che ospita dell’Area Archeologica Ipogea di Piazza Italia. Gli scavi seppur interessano un’area di ridotte dimensioni, sono di grande interesse e in soli sei metri sono visibili ben 11 diversi strati di edificazione. Lo strato più antico, quello greco-romano, fino al XIX sec. E’ visitabile il lastricato romano, muri, pozzi e cisterne di epoca bizantina, vani di epoca normanna, edifici di epoca angioina e la fondazione del basamento della statua di Ferdinando di Borbone che risale al 1823. E’ davvero suggestivo ritrovarsi tra così tanti secoli di storia e poter vedere nettamente i vari livelli su cui la città è cresciuta. All’interno del sito sono state ritrovate monete di forte interesse numismatico. Tra le varie teorie, ancora in fase di studio, il sito potrebbe contenere i resti dell’antica zecca di Reghion. Tornando alla Piazza vi descriviamo brevemente le variazioni toponomastiche degli ultimi 5 secoli.

Come orientarsi in Piazza

E’ il cuore politico-amministrativo del territorio reggino. Con il lato sud orientale che apre sul Corso Garibaldi e su di essa si affacciano i più importanti edifici istituzionali:

Palazzo San Giorgio, sede del municipio, a nord-est;

La sede della Prefettura, a nord-ovest;

Il Palazzo Foti, sede della Città Metropolitana (ex Provincia), a sud-ovest.

UN PO’ DI STORIA
Dalle fonti storiche disponibili sappiamo che già nel 1457 come già detto veniva chiamata Piazza del Tocco Piccolo. Si affacciava su di essa il palazzo con la campana (detta del Tocco Piccolo) che chiamava a raccolta i nobili. Per l’elezioni del sindaco di estrazione nobiliare, mentre gli altri due, che erano i rappresentanti del popolo e delle classi artigiane, si eleggevano al Tocco Grande, cioè la Piazza del Duomo.

Successivamente al devastante terremoto del 1783 la piazza, su disegno dell’ingegnere Mori, venne ridimensionata mentre la planimetria della città veniva ampliata.

Dall’ottocento in poi
Nel mese di luglio del 1810 il nuovo re di Napoli Gioacchino Murat giunse a Reggio accolto con molto entusiasmo tanto da richiedere l’ intitolazione della piazza al nuovo re.

Dopo qualche anno i Borboni tornano sul trono di Napoli e i sostenitori reggini di quel casato riescono a far ribattezzare la piazza con il nome di Piazza dei Gigli in riferimento allo stemma del casato regnante. Nel 1816 in onore di Ferdinando I i reggini dedicano una statua raffigurante il re al centro della piazza, realizzata dallo scultore napoletano Tommaso Solari. Fu inaugurata nel 1828.

Nel 1861, dopo la caduta dei Borboni e la proclamazione del Regno d’Italia, una nuova nomenclatura viene data alla piazza, quella tuttora esistente, “Vittorio Emanuele II”, il primo re d’Italia. Nonostante il nome ufficiale, però, viene dai più conosciuta come Piazza Italia dal monumento all’Italia, opera di Rocco Larussa, in marmo bianco di Carrara, che sostituì (1869) la statua di Ferdinando I distrutta immediatamente dopo l’unificazione.

Nel tempo la piazza si identificava anche con altri nomi: “Piazzetta” o anche “Piazza Mercato”, durante il periodo della dominazione francese, poiché in essa per un certo periodo veniva allestito appunto il mercato cittadino.

Duomo e piazza Duomo
Il Duomo è una della chiese più grandi e imponenti della regione. La cattedrale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Reggio-Bova ubicata nella Piazza omonima. Da poco ristrutturata, ha origine nel XI secolo ad opera dei normanni, i quali dopo la conquista della città ai danni dei bizantini, diedero inizio alla costruzione della chiesa. Nel Medioevo si apprende che tra il 1450 ed il 1477 l’arcivescovo Antonio De Ricci fece aggiungere alla chiesa un campanile in stile rinascimentale. Nel corso del XVI secolo la Cattedrale di Reggio Calabria. Venne sempre ricostruita ed abbellita poi nel 1682 l’arcivescovo Ybanez, fece porre una grande lapide commemorativa, oggi posta sulla destra dell’ingresso principale.

A seguito di un violento terremoto nel 1741 la Cattedrale di Reggio Calabria venne riedificata in stile tardo-barocco ed evidenti influenze neoclassiche, con una struttura a croce latina e tre navate. Ma il terremoto catastrofico del 1908 danneggiò in modo irreparabile l’edificio che venne quindi demolito e riedificato nell’attuale stile neo-liberty, un misto tra il gotico ed il romanico.

Dopo il 1908
L’attuale duomo ha pianta basilicale, con tre navate divise da colonne portanti ed intersecate da crociere, che terminano con altrettante absidi separate da archi che poggiano su pilastri. Il prospetto della Cattedrale di Reggio Calabria è diviso in tre parti da quattro torri cilindriche di forma ottagonale sormontate da croci. La parte centrale della facciata presenta una trifora sormontata da un rosone racchiusi da una cornice decorata a motivi floreali.

Sulla scalinata sorgono due grandi statue in marmo scolpite nel 1928 da Francesco Jerace. Una di esse rappresenta San Paolo che per la leggenda convertì i reggini al cristianesimo, e l’altra ritrae Santo Stefano di Nicea, primo vescovo di Reggio Calabria. L’interno della cattedrale è in stile romanico con motivi d’ispirazione classica.

Conclusioni e come raggiungere Reggio Calabria
Quindi riassumendo la vostra visita in “Calabria Saudita” può partire anzi deve iniziare da Reggio Calabria, sia tramite voli Aerei ( Aereoporto Tito Minniti o Internazionale Lamezia) o Treni direttamente da Roma Con Freccia Argento ad esempio ma anche tramite Navi veloci della Tirrenia, Ustica Lines sia da Messina che da Salerno. Tramite mezzi propri o pullman veloci attraverso l’a

Solo in Calabria ci potevano pensare: la marmellata di liquirizia

Originalità e gusto per un prodotto tipico delle terre calabresi.

E’ risaputo che la Calabria sforna tante originalità enogastronomiche provenienti dalla sua esclusiva tradizione culinaria, proposti sul mercato attraverso evoluti sistemi di commercio e/o portali di prodotti tipici in rete, raggiungendo una capillare diffusione su tutto il territorio nazionale ed oltre. Sarebbe infatti superfluo ricordare il gusto unico dei salumi della regione (la nduja, soprattutto), la schiettezza degli agrumi (le rinomate clementine della Piana di Sibari), l’eccezionale sapore della cipolla di Tropea, e tutti i vari prodotti derivati da queste peculiarità.

La liquirizia rappresenta una delle particolarità del territorio, considerando che la relativa pianta (Glycyrrhiza glabra) è nota ed impiegata in zona da molti secoli e – secondo quanto afferma l’autorevole Enciclopedia Britannica – la migliore qualità di liquirizia “is made in Calabria”. Si tratta in particolare di una radice che nasce spontaneamente, dal gusto sorprendente e dalle innumerevoli proprietà benefiche. Dal relativo succo estratto si ricavano dei confettini neri e lucidi che tutti abbiamo assaggiato almeno una volta nella nostra vita.

Il gusto eccezionale di questo prodotto e la sperimentazione di aziende locali, volta a trovare usi alternativi alla materia prima sì da dimostrarne tutta la versatilità nell’uso, ha fatto sì che, particolarmente in questi ultimi anni, il prodotto avesse un utilizzo sempre più insolito e variegato.

Fu così che qualche lungimirante azienda ha provveduto a proporre la marmellata di liquirizia, anche se forse un po’ impropriamente si è attribuito tale denominazione, visto che per legge le marmellate sono solo di frutta, e considerando che una delle basi essenziali di questo composto è costituito, per l’appunto, dalla liquirizia: forse più opportunamente si sarebbe dovuto parlare di confettura di liquirizia.

In merito agli ingredienti utilizzati, infatti, si tratta di una preparazione a base di confettura di mele aromatizzata con polvere di liquirizia tassativamente calabrese, zucchero e null’altro. Dunque un prodotto totalmente naturale, senza conservanti e/o coloranti, così come il mercato dei prodotti genuini ed artigianali tassativamente impone e richiede. Ragione per la quale può, a giusta ragione, annoverarsi tra le specialità selezionate dall’ ACCADEMIA ITALIANA DEL PEPERONCINO.

La sensazione gustativa iniziale che si riceve è quella di una massa corposa che svela, in quantità, l’aromaticità della liquirizia. La dolcezza della confettura viene esaltata dalla “freschezza” che evolve in bocca e che lascia un retrogusto unico al palato e alle papille.

E’ ovvio che questa specialità alimentare può normalmente gustarsi in quanto marmellata, dunque come prodotto energetico da prima colazione, spalmata naturalmente su fette biscottate o crostini.

Tuttavia, la confettura di liquirizia dimostra tutta la sua originalità allorquando la si utilizza in maniera alternativa in cucina, così come suggerito nelle schede tecniche delle aziende che propongono il prodotto in rete. In fin dei conti è quanto si esige dalle originalità culinarie: stupire con delle preparazioni uniche, che sovvertano il ritmo frenetico del pranzo veloce di ogni giorno, magari rubato in tutta fretta durante una pausa lavoro.

Si appalesa, infatti, tutta la sua “sciccosità” gastronomica ove accompagni formaggi cremosi con componenti acidule e strutture compatte. La crescenza, lo stracchino o anche la ricotta possono esserne l’esempio più calzante, anche facendo riferimento al bel rapporto cromatico scuro/candido, per dei fine pasto originali ed eccellenti. Qui il contrasto dolce/salato servirà a concludere in maniera eccezionale ogni pranzo, garantendo sicuro successo accordato da tutti i commensali.

O, ancora, spalmandola o utilizzandola come farcitura per una semplice torta al cacao con copertura di cioccolato o zucchero a velo, appalesando l’ eccezionale accordo cioccolato/liquirizia, un tocco di esclusività che non passerà inosservato, anzi sarà di certo apprezzato da grandi e piccini.

Se tutto ciò serve a stuzzicare la vostra golosità, val la pena sperimentare la marmellata o confettura di liquirizia.