La Certosa di San Lorenzo a Padula

Padula, paese in provincia di Salerno collocato nell’area del Vallo di Diano, è il paese che ospita la Certosa di San Lorenzo, bene protetto dall’UNESCO e patrimonio mondiale dell’umanità dal 1998, che con i suoi oltre 50mila metri quadrati di superficie totale risulta essere la Reggia del Silenzio più grande d’Italia.

La Certosa di San Lorenzo, più comunemente chiamata Certosa di Padula, prima delle certose sorte in Campania, è oggi uno dei più sontuosi complessi monumentali barocchi del sud Italia nonché la più grande certosa a livello nazionale e, dal 1957, ospita il Museo Archeologico Provinciale della Lucania occidentale.
Nel visitarla rimarrete affascinati dalla maestosità della sua facciata, dallo sfarzo principesco della chiesa, dalla straordinaria scala a chiocciola, dalla grandiosità del chiostro grande e dall’imponenza dello scalone vanvitelliano.

Oltre la Certosa di San Lorenzo, a Padula, potrete visitare e scoprire le bellezze del borgo antico cittadino; entrare nella storia di Joe Petrosino, il leggendario poliziotto italo-americano natio di Padula pioniere nella lotta contro il crimine organizzato e la Mano Nera le cui tecniche di lotta al crimine sono ancora oggi praticate dalle forze dell’ordine; il mistero del Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte, tra i pochi battisteri al mondo ad esser stato costruito su una sorgente d’acqua; e la pace del Convento di San Francesco.

Reggio Calabria da scoprire

Reggio Calabria, una città a molti sconosciuta con mille sorprese e due opere famosissime ed affascinanti come i Bronzi di Riace. Storia, cibo e tanto sole un mix perfetto per una bellissima vacanza.

A.B.C Reggio cose mai fatte dai turisti

La Calabria in breve

Il termine Calafrica non è corretto, un po per scherzo un po sul serio, questo termine è affibbiato alla regione che chiude lo stivale. Sembra che per questo deve essere deputata a prendere calci nel sedere da tutti. Ma Reggio Calabria non è solo un sassolino da scalciare posto sulla punta di questa Bell’Italia. I turisti a Reggio Calabria ed il turismo in generale non sono preparati e informati correttamente. Ci sono mille cose belle ma si deve anche conoscere il lato effettivamente un tantino Africano di questa zona. Il motivo per cui ho deciso di scrivere sulla mia città è la certezza che l’unico modo di rilanciare l’economia locale è il Turismo.

Calabria ossia una terra che unisce il limpido mare alla montagna. Trovi Spiagge sabbiose (Siderno per esempio) scogliere imperiose (Capo Riace) e montagne inespugnate (Aspromonte in primis) .

Turismo a Reggio Calabria usciamo dagli schemi

Scegliendo questa meta al posto della Liguria o Romagna o la bellissima Sicilia ci sembrerà di essere fuori..dagli schemi invece potrebbe essere una sorpresa. Iniziamo facendo un rapido elenco di cosa visitare a Reggio Calabria.

1. Museo della Magna Grecia (appena restaurato)

2. Via Marina (km più bello d’Italia anche secondo D’Annunzio)

3. Corso Garibaldi (chilometri di shopping)

4. Castello Aragonese (Spesso palcoscenico di mostre)

5. Piazza Italia (appena ristrutturata)

6. Duomo Reggio Calabria

Questi sicuramente sono i punti al centro città più facilmente visibili e di maggiore interesse.

Fuori dalla città, puoi visitare tante spiagge oppure la bella Gambarie e le sue piste da sci (appena rinnovata) da cui si vede il mare. Di questo parleremo in un altro articolo interamente dedicato alle zone limitrofe alla città ed al turismo appena fuori il centro di Reggio Calabria.

Museo e Bronzi di Riace

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio, affacciato sulla centrale piazza De Nava , è un edificio progettato da Marcello Piacentini. Architetto del periodo fascista, che lo concepì in chiave moderna dopo aver visitato i principali musei di Europa.

Breve storia Museo Civico

L’istituzione di un museo statale fu promossa dal Soprintendente Paolo Orsi. Egli intendeva unificare gli oggetti custoditi al Museo Civico insieme con i reperti frutto delle campagne di scavo da lui condotte in Calabria.
Inaugurato nel 1959, il Museo è stato oggetto nel corso degli anni, di trasformazioni varie. L’allestimento, nel 1981, della Sezione di archeologia subacquea, resosi necessario per dare un’adeguata visibilità ai famosissimi Bronzi di Riace rinvenuti nel 1972. Da poco è stato ristrutturato il primo piano a cui sono state integrate varie collezioni di pittura contemporanea come ad esempio quella dell’ex imprenditore Campolo.

Via Marina (detto anche dagli stradari e dai navigatori lungomare Falcomatà)

Il lungomare dai Reggini Doc è detto Via Marina Bassa. Una stupenda via piena di piante secolari, sub tropicali e non, da pochi anni arricchite da sculture di Rabarama. Il detto il chilometro più bello d’italia ( frase attribuita a D’Annunzio) trova conferma nei giorni in cui è anche visibile il “fenomeno della Fata Morgana”. Qualcosa di pazzesco che oltre a creare riflessi permette di vedere la sponda Sicula riflessa sul mare e giochi di luce sorprendenti. E’ visitabile una ruota Panoramica vicino l’ingresso della stazione lido, che vi aiuterà a godere il mite clima della mia città ed il panorama sottostante.

Date a Cesare quel che è di Cesare

Naturalmente non dimenticate di provare il gelato da Cesare, un grazioso Botteghino che noterete proprio mentre salite dalla Via Marina per andare al Museo. Qui potete provare uno dei Gelati più famosi d’Italia (premiato come tale per diversi anni).

Il Corso Garibaldi

Un paio di km di negozi di vario genere posti in mezzo a Palazzi storici e non, questa è Reggio Calabria zona Corso Garibaldi. Dalla stazione Centrale (da poco ristrutturata) fino ad arrivare al Museo della Magna Grecia si susseguono negozi e attività di varie. Vi facciamo presente che a parte le Catene di negozi (sempre presenti) ed alcune attività generiche potrete anche trovare alcune eccellenze che citeremo velocemente.

Indirizzi Utili e curiosità nel centro storico.
Pizzimenti un negozio specializzato nella rivendita di prodotti alimentari tipici Calabresi al numero 263 del Corso.

Libreria Ave – una libreria indipendente gestita dall’abile Fabio che periodicamente sponsorizza eventi culturali.

Gogolfun una Boutique alternativa che fà dello stile e del colore il suo credo. Specializzata in abbigliamento uomo e donna giovane di tendenza.

In Via Torrione 52 ( una traversa del Corso ) Davida un atelier che produce abiti indipendenti di proprio design.

Cordon Bleu un superbo bar tavola calda con un bel gazebo. Qui vendono pasticceria e bevande di propria produzione di livello altissimo.

Cbox, un locale per chi ama mangiare e bere sano o bio.

Caffè noir, per aperitivi super che si trova.

Il Vesper con un Barman di livello Nazionale come il proprietario super Gianfranco.

Mamma mia una pizzeria all’aperto posta di lato al Duomo di Reggio Calabria sotto i Portici di fronte alla sontuosa Piazza Duomo ( da poco rimodernata).

Il ristorante di Pesce da Giovanni il cui omonimo chef vi allieterà il palato con un’ottima cucina.

Il negozio secondo me veramente più “Fuori dal Tempo” della città. Pastore, che da decenni vende essenze ed ombrelli di propria produzione. L’unica attività in cui potrete acquistare prodotti oramai introvabili per la cura del corpo, situato in Corso Garibaldi 305.

Hotel e b&b

In attesa che riapra il mitico Miramare hotel di livello storico posizionato sulla via marina alta vi illustriamo diverse soluzioni per dormire bene a prezzi contenuti.

Hotel Torrione al numero 67 della via omonima.

Hotel Eubea situa to in via Gaeta numero 9.

HotelC’entro situato in via San Paolo 1/E

Il Castello Aragonese

Castello Aragonese, la principale fortificazione della città di Reggio – la cui esistenza è documentata già nell’anno 536 – sorge nell’omonima piazza. Passata dai Bizantini ai Normanni, nel 1059, e, nel 1266, a Carlo I d’Angiò, la fortezza subì, nel corso dei secoli, restauri. Tutto per essere adeguata all’evoluzione delle macchine d’assedio e alle artiglierie.
Nel 1458, re Ferrante a fare aggiungere due torri il fossato nel 1539.Pietro da Toledo ne aumentò le dimensioni, in maniera tale da farsì che i reggini, si nascondessero dai turchi.
Convertito in caserma da Ferdinando I, il castello Aragonese si è trasformato, in epoca risorgimentale, in prigione ed in luogo di esecuzione dei ribelli.
In seguito al terremoto del 1908 più della metà di questo “Antico Guerriero” fù abbattuto, ma ancora oggi incute timore.

Piazza Italia o Piazza Vittorio Emanuele II

Anticamente detta Tocco Piccolo, questa Piazza ha subito diverse variazioni toponomastiche ed architettoniche, ma rimane la Piazza Principale della Città. Da poco è aperta al pubblico la struttura che ospita dell’Area Archeologica Ipogea di Piazza Italia. Gli scavi seppur interessano un’area di ridotte dimensioni, sono di grande interesse e in soli sei metri sono visibili ben 11 diversi strati di edificazione. Lo strato più antico, quello greco-romano, fino al XIX sec. E’ visitabile il lastricato romano, muri, pozzi e cisterne di epoca bizantina, vani di epoca normanna, edifici di epoca angioina e la fondazione del basamento della statua di Ferdinando di Borbone che risale al 1823. E’ davvero suggestivo ritrovarsi tra così tanti secoli di storia e poter vedere nettamente i vari livelli su cui la città è cresciuta. All’interno del sito sono state ritrovate monete di forte interesse numismatico. Tra le varie teorie, ancora in fase di studio, il sito potrebbe contenere i resti dell’antica zecca di Reghion. Tornando alla Piazza vi descriviamo brevemente le variazioni toponomastiche degli ultimi 5 secoli.

Come orientarsi in Piazza

E’ il cuore politico-amministrativo del territorio reggino. Con il lato sud orientale che apre sul Corso Garibaldi e su di essa si affacciano i più importanti edifici istituzionali:

Palazzo San Giorgio, sede del municipio, a nord-est;

La sede della Prefettura, a nord-ovest;

Il Palazzo Foti, sede della Città Metropolitana (ex Provincia), a sud-ovest.

UN PO’ DI STORIA
Dalle fonti storiche disponibili sappiamo che già nel 1457 come già detto veniva chiamata Piazza del Tocco Piccolo. Si affacciava su di essa il palazzo con la campana (detta del Tocco Piccolo) che chiamava a raccolta i nobili. Per l’elezioni del sindaco di estrazione nobiliare, mentre gli altri due, che erano i rappresentanti del popolo e delle classi artigiane, si eleggevano al Tocco Grande, cioè la Piazza del Duomo.

Successivamente al devastante terremoto del 1783 la piazza, su disegno dell’ingegnere Mori, venne ridimensionata mentre la planimetria della città veniva ampliata.

Dall’ottocento in poi
Nel mese di luglio del 1810 il nuovo re di Napoli Gioacchino Murat giunse a Reggio accolto con molto entusiasmo tanto da richiedere l’ intitolazione della piazza al nuovo re.

Dopo qualche anno i Borboni tornano sul trono di Napoli e i sostenitori reggini di quel casato riescono a far ribattezzare la piazza con il nome di Piazza dei Gigli in riferimento allo stemma del casato regnante. Nel 1816 in onore di Ferdinando I i reggini dedicano una statua raffigurante il re al centro della piazza, realizzata dallo scultore napoletano Tommaso Solari. Fu inaugurata nel 1828.

Nel 1861, dopo la caduta dei Borboni e la proclamazione del Regno d’Italia, una nuova nomenclatura viene data alla piazza, quella tuttora esistente, “Vittorio Emanuele II”, il primo re d’Italia. Nonostante il nome ufficiale, però, viene dai più conosciuta come Piazza Italia dal monumento all’Italia, opera di Rocco Larussa, in marmo bianco di Carrara, che sostituì (1869) la statua di Ferdinando I distrutta immediatamente dopo l’unificazione.

Nel tempo la piazza si identificava anche con altri nomi: “Piazzetta” o anche “Piazza Mercato”, durante il periodo della dominazione francese, poiché in essa per un certo periodo veniva allestito appunto il mercato cittadino.

Duomo e piazza Duomo
Il Duomo è una della chiese più grandi e imponenti della regione. La cattedrale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Reggio-Bova ubicata nella Piazza omonima. Da poco ristrutturata, ha origine nel XI secolo ad opera dei normanni, i quali dopo la conquista della città ai danni dei bizantini, diedero inizio alla costruzione della chiesa. Nel Medioevo si apprende che tra il 1450 ed il 1477 l’arcivescovo Antonio De Ricci fece aggiungere alla chiesa un campanile in stile rinascimentale. Nel corso del XVI secolo la Cattedrale di Reggio Calabria. Venne sempre ricostruita ed abbellita poi nel 1682 l’arcivescovo Ybanez, fece porre una grande lapide commemorativa, oggi posta sulla destra dell’ingresso principale.

A seguito di un violento terremoto nel 1741 la Cattedrale di Reggio Calabria venne riedificata in stile tardo-barocco ed evidenti influenze neoclassiche, con una struttura a croce latina e tre navate. Ma il terremoto catastrofico del 1908 danneggiò in modo irreparabile l’edificio che venne quindi demolito e riedificato nell’attuale stile neo-liberty, un misto tra il gotico ed il romanico.

Dopo il 1908
L’attuale duomo ha pianta basilicale, con tre navate divise da colonne portanti ed intersecate da crociere, che terminano con altrettante absidi separate da archi che poggiano su pilastri. Il prospetto della Cattedrale di Reggio Calabria è diviso in tre parti da quattro torri cilindriche di forma ottagonale sormontate da croci. La parte centrale della facciata presenta una trifora sormontata da un rosone racchiusi da una cornice decorata a motivi floreali.

Sulla scalinata sorgono due grandi statue in marmo scolpite nel 1928 da Francesco Jerace. Una di esse rappresenta San Paolo che per la leggenda convertì i reggini al cristianesimo, e l’altra ritrae Santo Stefano di Nicea, primo vescovo di Reggio Calabria. L’interno della cattedrale è in stile romanico con motivi d’ispirazione classica.

Conclusioni e come raggiungere Reggio Calabria
Quindi riassumendo la vostra visita in “Calabria Saudita” può partire anzi deve iniziare da Reggio Calabria, sia tramite voli Aerei ( Aereoporto Tito Minniti o Internazionale Lamezia) o Treni direttamente da Roma Con Freccia Argento ad esempio ma anche tramite Navi veloci della Tirrenia, Ustica Lines sia da Messina che da Salerno. Tramite mezzi propri o pullman veloci attraverso l’a

I migliori ristoranti pugliesi sul mare: buon cibo e relax

La Puglia è conosciuta per le tonalità cristallina del mare, per le spiagge dorate, per le scogliere artistiche e per la vegetazione rigogliosa; ecco perché, trovare e scegliere un buon ristorante con vista mare, potrebbe rendere un pranzo o una cena, un momento indimenticabile.

Ecco i 6 migliori ristoranti pugliese sul mare, caratterizzati dal buon cibo e dal relax. Vediamo quali sono.

Ristorante La Battigia: tipico locale di cucina mediterranea e prelibatezze a base di pesce e frutti di mare, si trova sul lungomare Araldo di Crollalanza di Bari. L’attività dispone di uno spazio cucina a vista e offre delle pietanze degne dei palati più sopraffini. Il piatto, che sicuramente deve essere assaggiato, un secondo piatto a base di pesce, composto da un gamberone grigliato, una cicala cotta al vapore, un calamaro e un polpo alla brace e una spigola al sale.

Bolina: è un locale molto chic e con un team molto attento, garbato e allegro, situato nei pressi del lungomare Cristoforo Colombo a Bari Santo Spirito, che offre prettamente cucina italiana a base di prodotti ittici freschi e genuini. Il piatto consigliato da non perdere assolutamente, in questo locale, è il “caleidoscopio di gusti e colori” composto da un mix di frutti di mare adagiati su un letto di scaglie di ghiaccio e fette di limoni gialli.

Graecalis: locale molto caratteristico e struttura realizzata prettamente in legno con acquari a vista, in Polignano a Mare; la cucina offre un’ampia scelta di menu: un vasto assortimento di pesce locale sia crudo che cotto, di prodotti ittici di prima scelta e di grande qualità, di frutti di mare freschi e genuini pescati direttamente dai proprietari e pietanze dallo stile mediterraneo che regalano la fragranza del mare, sono i punti forti di questo locale. I piatti consigliati, sicuramente da non perdere sono, gli spaghetti con sugo d’aragosta freschissima e linguine con cernia e sugo di bottarga, accompagnati con ottimi vini di Cardone, spumanti rosati e bianchi frizzanti pugliesi.

Lo Schiribizzo: locale dallo stile moderno e sbarazzino, situato sul lungomare Marina Italiana di Giovinazzo; consigliatissimo per chi ha voglia di pesce fresco e crostacei, con un’enorme esposizione di tutte le varietà a disposizione e sicuramente, con l’imbarazzo della scelta nel menu, dal crudo al cotto. Il piatto consigliato, in questo locale, è la spaghettata in bianco con cozze e vongole, pomodorini ciliegino tipici pugliesi e una spolverata di prezzemolo tritato.

A Mère Cozze Nere: dal nome dialettale del posto, “A Mère” ossia “Al Mare”, questo ristorante di moderna ristrutturazione e con ampie vetrate vista mare, è sito in Polignano a Mare, a strapiombo sul porticciolo di Calaponte; il personale sempre disponibile e attento, offre una cucina prettamente basata su piatti di pesce e crostacei, pescati in giornata nel paese o limitrofi, e non solo. Il piatto consigliato, in questo meraviglioso locale, è la tartare di pesce spada e pomodorini pachino, con patate al forno di Polignano a Mare e con contorno di un mix di cruditè di verdura di tradizione pugliese.

Terrazzamare: dal nome stesso, è un locale dallo stile marino e nautico, nei pressi di Portavecchia, nel centro storico di Monopoli: questo ristorante dispone di un terrazzino vista mare, dove è possibile degustare delicati pietanze di prodotti ittici mentre si osservano i pescherecci salpare. I piatti principali, consigliati in questo posto, sono: un primo composto da linguine alla crema di ricci di mare e prezzemolo e un secondo, molto particolare, un ghiacciolo realizzato con un trancio di salmone grigliato in granella di pistacchio e mandorle delle campagne pugliesi con contorno di asparagi al formaggio filante, il tutto accompagnato da un ottimo bianco frizzante di Castel del Monte.

Centri storici della Sicilia

Tutto lo splendore della Sicilia antica è custodita nei meravigliosi 9 centri storici. Uno più bello dell’altro, uno diverso dall’altro. Nove modi per conoscere l’illustre passato, per capire le origini di questa fantastica terra.

Una passeggiata che attraversa i secoli e ci conduce alla scoperta di scenari davvero unici. Il centro storico di Messina, Catania, Agrigento, Trapani, Palermo, Enna, Caltanissetta, Siracusa e Ragusa vi aspettano, ognuno per stupirvi con il suo particolare fascino.

Centro storico Messina

La scoperta del centro storico di Messina parte da Piazza Duomo dove si trovano la Cattedrale e altri due edifici progettati da Coppedè. Da questa piazza si possono prendere diverse direzioni e scoprire la casa di Giovanni Pascoli, Palazzo Piacentini, la chiesa normanna, il Tempio di Nettuno, Piazza Catalani, Palazzo Zanca, Teatro Vittorio Emanuele e tanti altri. Per chi è appassionato di arte e storia nel centro storico potrà trovarne una delle massime espressioni in palazzi, fontane, chiese e monumenti che ci condurranno alla scoperta di un’altra Messina.

Centro Storico di Catania

Il centro storico della città di Catania è lì dove un tempo sorgeva la Platea Magna, nell’odierna Piazza Duomo. In questa piazza confluiscono tutte le strade più importanti della città: Via Etnea, Via Garibaldi, Via Vittorio Emanuele e via Crociferi (quest’ultima è una delle più belle d’Italia che risale al tempo dei dominatori romani). È tra queste strade e su questa piazza che possiamo ammirare in tutto il loro splendore antichi palazzi, chiese e monumenti che ci raccontano del passato della città di Catania.

Centro Storico di Agrigento

Il centro storico di Agrigento è quello più antico di tutta l’isola e affonda le sue radici nella cultura ellenistica. Furono i greci a dare vita a questo spettacolo portato sapientemente avanti dai successivi dominatori. La storia e la cultura greca sono nell’aria, ci circondano e ci avvolgono in un caldo benvenuto ma non c’è solo questo. La storia non ha mancato di lasciarci un ricordo per ogni periodo quasi a voler segnare i capitoli di un libro senza fine. Chiese, palazzi e monumenti ci guideranno in questo fantastico viaggio.

Centro Storico di Trapani

La storia di Trapani è legata al mare, alle conquiste e il centro storico lo rispecchia pienamente. La città dei due mari si presenta con un centro storico che denuncia il passaggio delle diverse dominazioni e culture che si sono espresse attraverso la realizzazione di monumenti, chiese, palazzi, fontane e piazze. Da città di mare che si rispetti a Trapani anche il porto acquisisce fascino e importanza.

Centro Storico di Palermo

Palermo e il suo centro storico sono in grado di affascinare da sempre per la storia, le tradizioni, il folklore, le luci, i colori. Tutti i popoli che sono passati di qui hanno lasciato un segno del proprio passaggio attraverso chiese, monumenti, strade e palazzi. Il centro storico così come lo conosciamo adesso è lo stesso del XVIII secolo e si divide in quattro quartieri principali: Kalsa, Albergheria, Seralcadio e La Loggia.

Centro Storico di Enna

Il centro storico di Enna si trova ad Enna alta, il cuore della città. E’ qui che trovano posto gli uffici amministrativi in lussuosi palazzi d’epoca ed è qui che si trovano numerosi monumenti medievali, rinascimentali e moderni. La strada principale è Via Roma attraversando la quale si possono ammirare diversi edifici delle varie epoche storiche.

Centro Storico di Caltanissetta

La scoperta del centro storico di Caltanissetta parte da Piazza Garibaldi, un tempo Piazza Ferdinandea. In questa piazza convergono le due principali strade della città: corso Vittorio Emanuele e Corso Umberto I. Lungo queste strade, e nella stessa piazza, è possibile ammirare diverse chiese, palazzi e monumenti emblemi del glorioso passato della città.

Centro Storico di Siracusa

Il centro storico di Siracusa è l’isola di Ortigia, la parte più antica della città. Il nome di quest’isola deriva dal greco ed ha il significato di quaglia. È qui il cuore della città ed è qui che arrivarono i primi abitanti attratti dalla presenza di fonti di acqua. Anche in questo particolarissimo centro storico sarà bellissimo perdersi tra le infinità dei monumenti, chiese e palazzi che sono solo una parte delle testimonianze che l’intera città di Siracusa sfoggia.

Centro Storico di Ragusa

Il centro storico di Ragusa è Ibla. Ibla è il cuore della storia e dell’arte ragusana, il quartiere più affascinante grazie ai suoi monumenti, chiese e palazzi. La scoperta di Ibla parte da Piazza Pola dove si trovano numerosi uffici, bar e locali. Percorrendo le principali strade, che si possono prendere dalla piazza, è possibile incontrare numerosi palazzi e pezzi di storia che si susseguono. La maggiore caratteristica di Ibla è il suo stile, unico e particolare, il Barocco. È qui che si trovano le maggiori espressioni del Barocco siciliano che rivive attraverso palazzi e monumenti. Attraverso queste poche righe è impossibile trasmettere tutto il fascino e la bellezza che questi nove centri storici possiedono, è impossibile parlarvi di ogni espressione artistica, sia esso palazzo o chiesa, monumento o fontana. Sarebbe riduttivo e non riuscirebbe a farvi comprendere appieno ciò di cui stiamo parlando, delle atmosfere che si creano, dei tempi che si evocano. Poche parole solo per trasmettere quello che si può scoprire, quello che i nove centri storici della Sicilia nascondono ma nello stesso tempo mostrano orgogliosi al mondo intero. Poche parole per incoraggiarvi ad iniziare questa bellissima scoperta.

Solo in Calabria ci potevano pensare: la marmellata di liquirizia

Originalità e gusto per un prodotto tipico delle terre calabresi.

E’ risaputo che la Calabria sforna tante originalità enogastronomiche provenienti dalla sua esclusiva tradizione culinaria, proposti sul mercato attraverso evoluti sistemi di commercio e/o portali di prodotti tipici in rete, raggiungendo una capillare diffusione su tutto il territorio nazionale ed oltre. Sarebbe infatti superfluo ricordare il gusto unico dei salumi della regione (la nduja, soprattutto), la schiettezza degli agrumi (le rinomate clementine della Piana di Sibari), l’eccezionale sapore della cipolla di Tropea, e tutti i vari prodotti derivati da queste peculiarità.

La liquirizia rappresenta una delle particolarità del territorio, considerando che la relativa pianta (Glycyrrhiza glabra) è nota ed impiegata in zona da molti secoli e – secondo quanto afferma l’autorevole Enciclopedia Britannica – la migliore qualità di liquirizia “is made in Calabria”. Si tratta in particolare di una radice che nasce spontaneamente, dal gusto sorprendente e dalle innumerevoli proprietà benefiche. Dal relativo succo estratto si ricavano dei confettini neri e lucidi che tutti abbiamo assaggiato almeno una volta nella nostra vita.

Il gusto eccezionale di questo prodotto e la sperimentazione di aziende locali, volta a trovare usi alternativi alla materia prima sì da dimostrarne tutta la versatilità nell’uso, ha fatto sì che, particolarmente in questi ultimi anni, il prodotto avesse un utilizzo sempre più insolito e variegato.

Fu così che qualche lungimirante azienda ha provveduto a proporre la marmellata di liquirizia, anche se forse un po’ impropriamente si è attribuito tale denominazione, visto che per legge le marmellate sono solo di frutta, e considerando che una delle basi essenziali di questo composto è costituito, per l’appunto, dalla liquirizia: forse più opportunamente si sarebbe dovuto parlare di confettura di liquirizia.

In merito agli ingredienti utilizzati, infatti, si tratta di una preparazione a base di confettura di mele aromatizzata con polvere di liquirizia tassativamente calabrese, zucchero e null’altro. Dunque un prodotto totalmente naturale, senza conservanti e/o coloranti, così come il mercato dei prodotti genuini ed artigianali tassativamente impone e richiede. Ragione per la quale può, a giusta ragione, annoverarsi tra le specialità selezionate dall’ ACCADEMIA ITALIANA DEL PEPERONCINO.

La sensazione gustativa iniziale che si riceve è quella di una massa corposa che svela, in quantità, l’aromaticità della liquirizia. La dolcezza della confettura viene esaltata dalla “freschezza” che evolve in bocca e che lascia un retrogusto unico al palato e alle papille.

E’ ovvio che questa specialità alimentare può normalmente gustarsi in quanto marmellata, dunque come prodotto energetico da prima colazione, spalmata naturalmente su fette biscottate o crostini.

Tuttavia, la confettura di liquirizia dimostra tutta la sua originalità allorquando la si utilizza in maniera alternativa in cucina, così come suggerito nelle schede tecniche delle aziende che propongono il prodotto in rete. In fin dei conti è quanto si esige dalle originalità culinarie: stupire con delle preparazioni uniche, che sovvertano il ritmo frenetico del pranzo veloce di ogni giorno, magari rubato in tutta fretta durante una pausa lavoro.

Si appalesa, infatti, tutta la sua “sciccosità” gastronomica ove accompagni formaggi cremosi con componenti acidule e strutture compatte. La crescenza, lo stracchino o anche la ricotta possono esserne l’esempio più calzante, anche facendo riferimento al bel rapporto cromatico scuro/candido, per dei fine pasto originali ed eccellenti. Qui il contrasto dolce/salato servirà a concludere in maniera eccezionale ogni pranzo, garantendo sicuro successo accordato da tutti i commensali.

O, ancora, spalmandola o utilizzandola come farcitura per una semplice torta al cacao con copertura di cioccolato o zucchero a velo, appalesando l’ eccezionale accordo cioccolato/liquirizia, un tocco di esclusività che non passerà inosservato, anzi sarà di certo apprezzato da grandi e piccini.

Se tutto ciò serve a stuzzicare la vostra golosità, val la pena sperimentare la marmellata o confettura di liquirizia.

La Sicilia, il mare, le spiagge un’estate da vivere

La Sicilia una meta turistica in estate per le famiglie con i bambini, le coppie e i gruppi, che vogliono trascorrere le vacanze nei villaggi turistici e visitare posti storici della bella Sicilia.

La Sicilia, rotte turistiche è una fonte inesauribile di destinazioni, ricca di meraviglie archeologiche, naturalistiche e architettoniche tutte da scoprire. Nel trapanese sono due le tappe da non perdere: Segesta è contraddistinta da un tempio col colonnato intatto, ma sopravvivono dell’antica città anche la fortificazione imponente e un grande anfiteatro, mentre l’acropoli di Selinunte racchiude in quaranta ettari antichi edifici sacri e abitazioni, proprio a due passi dalle splendide spiagge della Sicilia settentrionale. I ritrovamenti portati alla luce dagli scavi sono conservati nel museo della vicina Castelvetrano, un delizioso centro impreziosito dall’arte bizantina. A poca distanza, da non perdere la pittoresca Mazara del Vallo, un vero concentrato di Sicilia: le sue piazze, vie e palazzi mescolano Africa e barocco in un’atmosfera unica; particolarmente notevoli l’arco normanno, le decorazioni settecentesche e la casbah risalente alla dominazione araba. Al limitare del bellissimo Parco delle Madonie, Castelbuono è un’altra meta di grande fascino: si può apprezzare un’architettura d’ispirazione araba, oltre che la bellezza della Chiesa Matrice Vecchia e del Castello dei Ventimiglia. Siracusa è la stratificazione dei secoli: alle architetture greche si sono sovrapposte quelle normanne, poi quelle aragonesi e barocche, creando un mix di stili irripetibile. Non per niente Cicerone definì la città siciliana “la più bella di tutte”. La parte più antica, e cuore di Siracusa, è l’Isola di Ortigia, che sembra emergere dalle acque dello Jonio e che è collegata alla terraferma solo da un ponte. Da non perdere, sempre in piazza, anche la chiesa di Santa Lucia alla Badia, che custodisce un’opera di valore inestimabile: si tratta del Seppellimento di Santa Lucia, tela di Caravaggio che raffigura la morte della santa protettrice della città. Dal lato opposto, spiccano in eleganza il Palazzo Beneventano, imponente con i suoi cortili rococò, e il Palazzo Vermexio, che si rifà ai fasti della Spagna seicentesca.
Paradiso naturale, San Vito Lo Capo è stata più volte premiata per la purezza del suo mare turchese, e il promontorio che si staglia all’orizzonte rende il panorama ancora più unico. La Regione con i suoi meravigliosi paesaggi, il suo mare le sue spiagge e soprattutto per le vacanze in estate i suoi villaggi in Sicilia, per le famiglie coppie e gruppi che vogliono trascorrere le vacanze all’inclusive. Chilometri di costa chiara e sabbiosa, attrezzata con numerosi stabilimenti adatti a tutte le esigenze e locali dove assaggiare la specialità del posto per eccellenza, il cous cous di pesce. Inoltre San Vito Lo Capo, il paese è circondato da due riserve naturali di grande valore, quella del Monte Cofano, ricca di paesaggi e di archeologia, e quella dello Zingaro, uno degli scorci marini più suggestivi d’Italia.

Turismo in Puglia: quando i visitatori non amano più solo il mare

Una regione come la Puglia, che ogni anno attira migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo, vanta numerose bellezze storiche, paesaggistiche e naturali…

Una regione come la Puglia, che ogni anno attira migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo, vanta numerose bellezze storiche, paesaggistiche e naturali che l’hanno resa una meta molto ambita dai turisti, in particolar modo durante la stagione estiva. Questo perché tra le sue attrattive principali troviamo il mare cristallino, le spiagge caratteristiche e paesaggi naturali mozzafiato.

Non molto tempo fa però, si è parlato di voler portare la regione Puglia ad essere considerata un’attrazione turistica anche durante le stagioni meno calde. Oggi, grazie ad un attento e costante lavoro di destagionalizzazione e di conoscenza della rete (oltre che ovviamente del mercato e dei trend turistici), possiamo finalmente dire che i visitatori che si recano in Puglia sono attratti non più unicamente dal bel mare e dalle spiagge, ma anche da altri fattori, tra cui non può di certo mancare il buon cibo.

Durante la BIT di Milano, un evento di livello internazionale che si è tenuto a Marzo e che verte proprio sul settore del turismo, sono stati resi noti i dati dell’Istat relativi al turismo in Puglia, i quali hanno confermato un incremento dell’11% rispetto agli anni precedenti. Questi numeri hanno finalmente confermato la nascita di un turismo sempre meno incentrato sulla stagione estiva, ma più destagionalizzato ovvero presente e attivo anche durante i mesi di bassa stagione.

Tra le tipologie di turismo in forte crescita nella regione Puglia, troviamo il turismo enogastronomico: grazie ai numerosi prodotti tipici che fanno parte del territorio pugliese, oggi molti turisti nazionali e internazionali scelgono di acquistarli proprio come ricordo della propria vacanza insieme al classico souvenir.

Un altro importante fattore che sta attirando un numero sempre maggiore di turisti è la forte crescita del numero degli agriturismi in Puglia e in Salento. Se fino a qualche anno fa i visitatori decidevano di soggiornare in un agriturismo solamente per 2/3 giorni, oggi molti scelgono di allungare la propria permanenza anche fino a 7/8 giorni. Gli agriturismi oggi offrono tutto il necessario per trascorrere giorni di totale relax a contatto con la natura e con il buon cibo della terra (qui ad esempio potete trovare i migliori in Salento). Le aree rurali della Puglia sono caratterizzate prevalentemente da milioni di ulivi monumentali (che sono considerati oggi anche uno dei simboli principali della Puglia) e da masserie storiche dove i bambini possono giocare liberamente all’aria aperta.

Tra i turisti che scelgono prevalentemente la Puglia come meta delle proprie vacanze troviamo gli statunitensi e i russi, affascinati dalla bellezza di queste terre e dal buon cibo.

Secondo Gianni Cantele, il Presidente di Coldiretti Puglia, gli agriturismi pugliesi offrono una vacanza completa dal pernottamento ai servizi, per concludere con i prodotti tipici; chi sceglie di recarsi in un agriturismo lo fa perchè vuole trascorrere alcuni giorni in completo relax a contatto diretto con la natura.

Ci auguriamo quindi che questi dati possano continuare a crescere in positivo e che la Puglia possa essere considerata sempre di più una meta molto ambita, non solo durante il periodo estivo, ma anche nei periodi di bassa stagione dal punto di vista turistico.